Costantino Riccio

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Costantino Riccio

Messaggio Da stefano il Mer Gen 23, 2008 11:47 am

Detto Cocò, era uno degli "adulti" della sezione effe. Nobile di linguaggio, essendo nato a MIlano.
Recuperato in modo insolito, in un frangente poco piacevole perchè convalescente da un incidente di moto.
Comunque recuperato.

stefano
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.... il caro Costantino

Messaggio Da dario il Mer Feb 13, 2008 2:00 am

... il caro Costantino, il grande Costantino, acquistò il mio Laverda 750S (non SF ma S). Io arrivavo a stento con le punte dei piedi a terra. Sotto di lui sembrava un triciclo.

dario

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LAVERDA 750S

Messaggio Da stefano il Mer Mar 05, 2008 10:28 pm

Si, è vero, confermo.
Sotto Cocò, il Laverda 750S sembrava proprio un triciclo.
Anche per via di quelle rotelline aggiuntive sul mozzo posteriore che gli permettevano di mantenere l'equilibrio.
Il fatto che avesse sostituito il sellino tipo sport con una poltroncina di IKEA aveva forse cambiato la vera natura di quella moto, ma almeno era più comoda. Soprattutto per il tendalino di un vecchio gozzo sorrentino che, ancorato agli specchietti retrovisori, gli permetteva di guidare tranquillo anche sotto la pioggia.
Certo, i parabordi che pendevano dai fianchetti della moto la rendevano un pò più ingombrante, ma la proteggevano dai graffi dei camion ai quali spesso Cocò si appoggiava ai semafori.
Sono poco daccordo con tutti quelli che criticavano quel vaso da fiori stile Murano che soprastava il faro anteriore, anche perchè ad ogni accelerata, i petali dei fiori si staccavano e, pur creando un bell'effetto coreografico, disturbavano un pò le partenze a razzo. In fondo la moto era sua, ed era libero di personalizzarla come voleva.
Il particolare che Cocò fosse allergico ai fiori non faceva che aumentare l'ammirazione che avevamo per lui, specie quando, in lacrime per la rinite e congiuntivite, partiva in una nuvola di petali colorati, tra gli applausi degli scugnizzi che, come buon augurio, sputacchiavano sull'asfalto davanti a lui, in una simpatica quanto arcaica manifestazione d'affetto.
E sotto il Borsalino su cui aveva innestato un paio di occhialoni da aviatore, era difficile riconoscerlo, il nostro Cocò, il grande Cocò.
Per essere sinceri, io manco me lo ricordo, 'sto cazzo di Cocò. E poi, Cocò, che cazzo di nome è?
Io ho chiamato Cocò il mio pappagallo.
Ma tu guarda 'sta gente...

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